Chiesa di Pré
S. Messe
Sabato ore 19.30
Le S.Messe nelle altre chiese
Domenica alle ore 18.00
Sabato alle ore 19.30
Giovedì ore 09.00
Domenica ore 09.30
Domenica ore 09.30
Martedì ore 09.00 (solo nei mesi di luglio e agosto)
Domenica 09.30*
*in alternanza con LOCCA
Vedere AVVISI
Domenica 09.30*
*in alternanza con LOCCA
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Mercoledì ore 09.00
Sabato ore 18.00*
Un sabato al mese ore 20.00 Vedere AVVISI
Sabato ore 18.00*
Un sabato al mese ore 20.00 Vedere AVVISI
Venerdì ore 09.00
Domenica ore 09.30*
*in alternanza con MEZZOLAGO
Vedere AVVISI
Domenica ore 09.30*
*in alternanza con MEZZOLAGO
Vedere AVVISI
Martedì ore 09.00
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con LENZUMO.
Vedere AVVISI
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con LENZUMO.
Vedere AVVISI
Lunedì ore 09.00
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con ENGUISO.
Vedere AVVISI
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con ENGUISO.
Vedere AVVISI
Venerdì ore 09.00
Domenica ore 18.00
Domenica ore 18.00
Mercoledì ore 09.00
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con TIARNO DI SOPRA. Vedere AVVISI
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con TIARNO DI SOPRA. Vedere AVVISI
Lunedì ore 09.00
Giovedì ore 09.00
Giovedì ore 09.30 nei mesi di luglio, agosto e metà settembre presso la Chiesetta “La Cros”, direzione Tremalzo
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con TIARNO DI SOTTO. Vedere AVVISI
Giovedì ore 09.00
Giovedì ore 09.30 nei mesi di luglio, agosto e metà settembre presso la Chiesetta “La Cros”, direzione Tremalzo
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con TIARNO DI SOTTO. Vedere AVVISI
Prè
La chiesa di San Giacomo Maggiore

La chiesa è segnalata come cappella per la prima volta in un atto ufficiale nell’elenco delle chiese della Valle durate la visita pastorale indetta nel 1537 dal cardinale Bernardo Clesio. Nel corso delle successive visite pastorali vengono segnalati piccoli difetti da eliminare. Ma è del 1750 il permesso di effettuare un corposo restauro, per il quale gli abitanti di Prè ebbero l’autorizzazione ecclesiastica di lavorare alla ristrutturazione della chiesa anche di domenica, ad esclusione solo delle feste dell’Ascensione, Pentecoste e Corpus Domini.
Completati i lavori, nel 1768 fu consacrata, e la chiesa, che fino allora era una capellanìa, fu eretta a curazia. Nel 1864 ottenne il diritto del Sacro Fonte Battesimale, così si potevano celebrare i battesimi senza dover andare tutte le volte a Pieve. Durate la Prima Guerra Mondiale la chiesa non subì grossi danni, e l’unica campana rimasta fu requisita. Oggi il campanile ha cinque campane e, sotto l’orologio, la famosa frase: “Vedi, una di questa sarà l’ultima anche per te.” Nel 1963 la curazia di Prè venne elevata a parrocchia; dal 2004 fa parte dell’Unità Pastorale di Ledro, come tutte le altre della Valle.
Sulla facciata settentrionale si nota subito un robusto ed artistico portale, abbellito da una elegante cornice. Purtroppo dal 1980 la chiesa ebbe numerose visite di ladri che la depredarono di alcune opere artistiche preziose.
L’interno è ricco di opere artistiche: sull’altare maggiore in marmi policromi poggia il tabernacolo e un imponente ciborio a tempietto che termina in alto con la scultura del Cristo Risorto. Nell'abside si trova il coro con gli stalli in legno e radica; sulla parete dell’abside, racchiusa in una grande cornice marmorea, la pala dell’altar maggiore con il titolare della chiesa “San Giacomo Maggiore in contemplazione della Madonna in gloria”. Ai lati in piccole nicchie sulle pareti ci sono le statue lignee di S. Pietro e S. Paolo.
La chiesa ha quattro altari laterali inseriti in cappelle tutte affrescate; a sinistra il primo ha nella nicchia la statua di S. Giuseppe che tiene in braccio il Bambino Gesù; nel secondo è posto un Crocifisso ligneo che risale al XVII secolo. A destra il primo altare è dedicato alla Madonna Assunta; il secondo ospita la statua della “Madonna del Rosario con Bambino”, ambedue con la corona sul capo, e i quindici medaglioni dei misteri del rosario; ai lati le immagini dipinte di S. Domenico e S. Caterina. Questa statua, durante la Prima Guerra Mondiale era stata trafugata dai soldati italiani e portata a Tremosine, dove fortunatamente una donna di Prè la riconobbe, la riacquistò e la riportò alla sua sede originaria, nella chiesa di Prè. Le due statue sono state acquistate in Val Gardena poco dopo la Grande Guerra.
La volta è occupata da tre grandi affreschi: la Gloria di S. Giacomo Maggiore, la Madonna sorretta da angeli e la Trinità. Al centro della volta la raffigurazione della Fede, una donna che tiene in mano il calice; ai lati un angelo con la croce e un altro con una torcia; nei quattro pennacchi attorno alla figura centrale, sono dipinti i quattro evangelisti. Nell’ultimo affresco sulla volta è riprodotta la scena dell’arcangelo Michele che scaccia dal cielo gli angeli ribelli e, nei pennacchi, le raffigurazioni delle quattro virtù teologali. Sempre nella volta, tra una scena e l’altra, entro cornici in stucco, Gesù nell’Orto degli Ulivi e Re David che suona l’arpa.
Il battistero è in legno. La bella cantoria ha un organo e con le sue canne in bella vista.
Importante, in questa chiesa, anche la sagrestia che, anche se poco conosciuta, è considerata un vero piccolo gioiello del patrimonio artistico ledrense: nella volta l’affresco di “Sant’Idelfonso in gloria” attribuito a Pietro Antonio Bianchi.
La chiesetta oratorio di San Rocco

A metà circa di Via S. Giacomo che attraversa il paese, si incontra una chiesetta con campanile addossata ad una casa; è l’Oratorio di San Rocco, che è di proprietà privata. Venne inventariata per la prima volta nel 1671 nel corso della visita pastorale del Vescovo di Trento Alfonso de Thun. Il motivo di questa costruzione sembra riferirsi allo scampato pericolo dalla peste del 1630, quella descritta ne “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, lo stesso motivo che spinse tutta la popolazione ledrense di allora ad istituire la “Festa del voto” per essere stata risparmiata da quella terribile pandemia. Nella nicchia sopra l’altare, c’è la statua in legno: con la destra mostra le piaghe e col braccio sinistro tiene il bastone da pellegrino.
La chiesetta di Sant. Antonio a Leano

Leano è una frazione di Prè, a 900 m. s.l.m. Anticamente sfruttata solo come località agricola e boschiva, o di passaggio verso il Garda, dalla fine del 1800 è diventata anche zona turistica e non solo per gli abitanti di Prè. Anche Leano ha la sua chiesetta che, secondo le fonti attendibili, è stata costruita nel 1722. Se ne parla per la prima volta nella Visita Pastorale di Cristoforo II Sizzo de Noris nel 1768. Nel 1822 fu danneggiata da un fulmine, ma subito riparata e, l’ultima domenica di agosto dello stesso anno, fu festeggiato il suo primo centesimo anniversario; l’ultima domenica di agosto da allora si festeggia la sagra di Leano.
È dedicata a S. Antonio da Padova. Ha il campanile sormontato da una croce, munito di tre campane e dell’orologio; nell’edificio c’è anche una piccola sagrestia. Sopra il portale d’entrata, un artistico fregio ricorda la data della dedicazione: “Dicatum Divo Antonio – Anno D.ni 1722”.
L’altare maggiore nell’abside è in marmi policromi e stucchi; la cornice marmorea che lo sovrasta racchiude la statua di S. Antonio, col tradizionale giglio bianco, che tiene in braccio Gesù Bambino, opera in legno di Giuseppe Moroder da Ortisei; ai lati due ex voto, la statua della Madonna con Bambino e un Crocifisso.
Nell’agosto del 2022 è stato celebrato e festeggiato il terzo centenario della chiesa di Leano con la partecipazione dell’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi.
Leano fu zona di guerra durante il primo conflitto mondiale; a ricordarcelo, all’esterno della chiesetta, sono esposti due cippi marmorei dedicati a due soldati italiani caduti nei dintorni.