La battaglia di Condino
16 luglio 1866

La battaglia di Condino, del 16 luglio 1866, fu un episodio del teatro del Trentino della terza guerra d'indipendenza italiana, e consistette in un tentativo austriaco di alleggerire la pressione dei volontari di Giuseppe Garibaldi verso il forte di Ampola ed i forti di Lardaro, che sbarravano, rispettivamente, la via di Riva del Garda e Tione.
La battaglia di Pieve di Ledro
21 luglio 1866
«Per l'Italia e Garibaldi, avanti ragazzi alla baionetta!»
(Capitano Ettore Filippini, Pieve di Ledro, 18 luglio 1866)
Battaglia di Pieve di Ledro
parte della terza guerra di indipendenza

L'invasione del Trentino del 1866 fu una campagna della terza guerra d'indipendenza italiana che consistette nel riuscito tentativo, da parte di Giuseppe Garibaldi e dei suoi volontari, di forzare le difese austriache in Tirolo e di aprirsi la strada verso Trento.

La battaglia di Pieve di Ledro fu un episodio della terza guerra di indipendenza italiana e fu combattuta il 18 luglio 1866, dal pomeriggio a sera inoltrata, tra sette compagnie del 2º Reggimento Volontari Italiani del tenente colonnello Pietro Spinazzi appartenente al Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi e gli austriaci della mezza brigata del maggiore Philipp Graf Grünne dell'8ª Divisione del generale Von Kuhn.
Vinta dai garibaldini dopo un furioso combattimento, costrinse gli austriaci a rifugiarsi sui monti circostanti la Valle di Ledro e fu il preludio alla più famosa Battaglia di Bezzecca del 21 luglio 1866.
La battaglia di Bezzecca
21 luglio 1866

La battaglia di Bezzecca fu un episodio dell'invasione italiana del Trentino, durante la terza guerra di indipendenza italiana. La battaglia fu combattuta il 21 luglio 1866, e vide il Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi rallentato nell'avanzata verso Trento dal comandante austriaco del Tirolo meridionale (attuali Trentino e Alto Adige) e dal generale Franz Kuhn von Kuhnenfeld, al comando anch'essi di truppe volontarie provenienti dalle valli tirolesi
La conclusione:
Garibaldi rimase padrone del campo e perciò reclamò a sé la vittoria: questa affermazione - pur contrastata da alcune ricostruzioni postbelliche da parte austriaca - è tuttora ampiamente maggioritaria nella storiografia militare italiana. Purtuttavia, i garibaldini subirono numerose perdite (1 450 uomini, il 9,6% degli effettivi). Rispetto agli austriaci si trattava di un rapporto di perdite di 14:1. Questo convinse il generale italiano a procedere con più cautela nella sua avanzata verso Trento.