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Bezzecca - Parrocchie valle di Ledro e Concei

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Chiesa di Bezzecca
S. Messe

Venerdì ore 09.00
Domenica ore 18.00

Le S.Messe nelle altre chiese

Domenica alle ore 18.00

Sabato alle ore 19.30

Giovedì ore 09.00
Domenica ore 09.30

Martedì ore 09.00 (solo nei mesi di luglio e agosto)
Domenica 09.30*
*in alternanza con LOCCA
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Mercoledì ore 09.00
Sabato ore 18.00*
Un sabato al mese ore 20.00 Vedere AVVISI

Venerdì ore 09.00
Domenica ore 09.30*
*in alternanza con MEZZOLAGO
Vedere AVVISI

Martedì ore 09.00
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con LENZUMO.
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Lunedì ore 09.00
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con ENGUISO.
Vedere AVVISI

Venerdì ore 09.00
Domenica ore 18.00

Mercoledì ore 09.00
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con TIARNO DI SOPRA. Vedere AVVISI

Lunedì ore 09.00
Giovedì ore 09.00
Giovedì ore 09.30 nei mesi di luglio, agosto e metà settembre presso la Chiesetta “La Cros”, direzione Tremalzo
Domenica ore 10.30*
*in alternanza con TIARNO DI SOTTO. Vedere AVVISI
       Bezzecca
L'antica chiesa dei santi Stefano e Lorenzo
sul colle ora ossario dei caduti

       
Era la chiesa parrocchiale del paese fin dal 1500 ed è citata anch’essa nella visita pastorale indetta dal cardinal Bernardo Clesio nel 1537. Aveva tre altari, il maggiore dedicato ai santi Stefano e Lorenzo, i laterali dedicati uno a Santa Margherita e l’altro a S. Lorenzo. La visita pastorale del 1750 lo trovò riedificato ed ingrandito con la costruzione delle due cappelle laterali; variarono anche le dedicazioni dei tre altari: il maggiore dedicato a S. Stefano, i due laterali uno a Santa Margherita e il terzo a S. Lorenzo.

Nel 1866 Bezzecca si trovò involontariamente al centro della battaglia garibaldina. Durante la Prima Guerra Mondiale ebbe numerosi danni. Intanto si faceva sempre più pressante, da parte della popolazione e anche dalle autorità civili ed ecclesiastiche, il desiderio di avere una nuova chiesa più grande e possibilmente più vicina alle abitazioni, anche in considerazione del grave stato di degrado della chiesa sul colle chiusa ed inutilizzata da tempo. Nel 1938 iniziarono i lavori di ristrutturazione: la chiesa fu riconvertita in “Monumento Ossario” e dal 1941 venne annotato il diritto di uso perpetuo a favore dello stato.  

La chiesa contiene vari richiami al suo nuovo stato di ossario: due cripte nella navata contengono i resti di 84 caduti nella battaglia garibaldina e i caduti della Grande Guerra; sono segnalate da due grandi lapidi in serpentino; il monumento al fante caduto; altre due lapidi più piccole provenienti dalla Rocca di Riva che ricordano i caduti del 1866; in due targhe affrescate c’è il racconto delle vicende del sacro edificio e due lapidi austriache provenienti dalla Rocca di Riva che ricordano i caduti del 1866.

Molto ricco e ben restaurato il suo patrimonio artistico interno derivante dalla sua situazione iniziale di chiesa curaziale o parrocchiale, opere d’arte ristrutturate dalla Soprintendenza per i Beni artistici della Provincia di Trento. L’altare maggiore in marmi policromi ha due accessi al coro rimasto però senza stalli. L’interno è decorato con affreschi settecenteschi.

Sulla parete dietro l’altare il bel Crocifisso opera del pittore Giuseppe Albertazzi. Nella volta: il Martirio di Santo Stefano con agli angoli i quattro Dottori della Chiesa; il Martirio di San Lorenzo, con agli angoli S. Luigi Gonzaga, S. Filippo Neri, S. Giovanni Nepomuceno e S. Francesco Saverio; San Giorgio che uccide il drago e agli angoli quattro Santa Barbara, Davide e altri due santi non decifrati.
Altri affreschi: Gesù che scaccia i mercanti dal tempio, l’Adorazione di Magi e l’Adorazione die pastori, l’Annunciazione, Gesù e Pietro, il Velo della Veronica, San Paolo; la Via Crucis in formelle di terracotta.  

       Bezzecca
La nuova chiesa dei santi Stefano e Lorenzo


Era il 3 marzo 1852 quando fu presentato il piano per costruire una nuova chiesa a Bezzecca; la chiesa sul colle era ormai troppo piccola rispetto alla popolazione, scomoda per l’accesso, “fuori degli occhi”.  Il progetto fu approvato, come pure il piano di spesa e il luogo dove erigere il nuovo edifico sacro, in mezzo al paese, in località “alla fontana”. Le continue modifiche al progetto ritardarono l’inizio dei lavori, che comunque furono iniziati e completati in tempi brevi; il 16 dicembre 1859 infatti fu benedetta la nuova chiesa che fu consacrata il 23 agosto 1867, dopo essere stata ripulita dalla profanazione avvenuta durante la battaglia garibaldina, e resa “officiabile”, e da allora è la chiesa di Bezzecca, elevata a parrocchia nel 1954.
La facciata è contrassegnata dai due pilastri esterni e dal frontone neo classico e dalla forma della sommità, ma anche dall’alternanza cromatica.

Sul portone d’entrata in legno la scritta “Hic domus dei et porta coeli”, sopra il portone d’entrata, la dedica e la data.  Il campanile in pietra intonacata con l’orologio e la croce sopra la copertura in lamiera; la cella campanaria, con le sue monofore, dal 1913 contiene quattro nuove campane acquistate con le offerte degli abitanti; una quinta fu aggiunta nel 1973.
Nella Prima Guerra Mondiale ebbe dei danni soprattutto al tetto e ad alcuni affreschi a causa dell’acqua che penetrava.

Balaustre in marmo recintano il presbiterio. L’altare maggiore, in marmo bianco e rosa, con al centro l’intarsio della croce, è dedicato alla Lapidazione di Santo Stefano; sopra la mensa un tabernacolo a tempietto con l’immagine di un cuore raggiante; ai lati le statue in stucco di S. Stefano e di S. Lorenzo.
Dei due altari laterali, uno è dedicato alla Madonna del Carmine con la statua della Vergine col Bambino in braccio, l’altro al Sacro Cuor di Gesù e la relativa statua. Nell’abside c’è il coro con 23 stalli con splendidi intarsi realizzati da Isidoro Segalla di Concei tra il 1895 e il 1905.  
Ci sono due pale importanti: Madona con Bambino e i Santi Lorenzo e Stefano, attribuita a Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (1544-1628) e Santa Margherita e i Santi Rocco e Sebastiano firmata da Giovanni Battista Argenti (1590-1625).

Gli affreschi sulla cupola del presbiterio riportano episodi della vita dei Santi Stefano e Lorenzo. Sui fascioni laterali delle campate si possono ammirare sei pitture a tempera su muro realizzati nel 1953 dal pittore Giuseppe Mozzoni con l’aiuto del pittore locale Emilio Bondoni. Di Emilio Bondoni sono anche La Grotta della Madonna di Lourdes e la Consegna delle chiavi a San Pietro.   Le tra campate affrescate sono divise tra loro da quattro medaglioni con raffigurano Sa Gregorio, Sant’Agostino San Geronimo e San Cirillo. La cantoria in fondo alla chiesa è ornata con tre riquadri  

La chiesetta di S.Lucia in Pratis


Viene nominata per la prima volta nel 1580 durante la Visita pastorale del delegato del Principe Vescovo Madruzzo. In quell’occasione si rileva che l’altar maggiore è dedicato a S. Lucia e che l’altare laterale è dedicato a San Liberato. È comunque molto più antica; lo testimoniano i graffiti inseriti nelle superfici dipinte; queste sono alcune delle date graffitate: 1419-1422-1428-1432-1453. Durante gli avvenimenti bellici (Garibaldi e Grande Guerra) subì saccheggi, fu adibita a stalla e a magazzino per le truppe. Dal 1900 si inizia a trattarla con maggior attenzione in collaborazione con la Soprintendenza alle Belle Arti. Gli interventi in vari tempi, in particolare quelli del 1995-96, permisero di scoprire sotto gli intonaci una serie di antichi affreschi

La chiesa è una piccola costruzione, al centro tra le proprietà di Bezzecca e di quelle di Tiarno di Sotto. Sulla facciata principale a due spioventi, si aprono tre finestre protette da grate, e un oculo alla sommità; il portone d’ingresso ha il portale in granito sormontato da un timpano che al vertice reca un angelo in pietra. All’esterno si nota anche una nicchia gotica ogivale in cui in si possono vedere ancora forme di una Madonna col Bambino. Il piccolo campanile col caratteristico colore rosso mattone si eleva direttamente dal corpo della chiesa. La cella campanaria ha quattro monofore; aveva una sola campana rubata durante l’invasione del generale francese Vendôme; quella attuale è del 1925.

All’interno, il presbiterio ha l’altare maggiore con la pala in tela che rappresenta le tre martiri, Santa Lucia, Santa Apollonia e Santa Caterina d’Alessandria; un crocifisso ligneo e un leggìo. A destra la statua lignea di San Liberato. Sulle pareti laterali vi sono alcuni graffiti incisi sul manto della Madonna e sulle tuniche di santi; tra gli altri sono rimasti famosi quelli che accennano alla decapitazione del Carmagnola e quello che annuncia che nel 1453 la pasqua sarà il primo giorno di aprile.
Contatti:
Unità Pastorale Valle di Ledro
Via Vittoria, 3 - 38067 Ledro (TN)
Tel. Canonica 0464 591019 - Cell. P. Franco: 3280062176
- Cell. P. Marco: 3204724518
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